Alla scoperta degli ospiti…Boris Pahor
giu 22
Triestino, nato nel 1913, ha conosciuto le discriminazioni e le persecuzioni ai danni della cittadinanza slovena fin dagli anni successivi al primo conflitto mondiale.
Attivo nella Resistenza antifascista, fu arrestato e deportato nei campi di concentramento nazisti, un’esperienza che segna in profondità le sue opere e che in Necropoli (pubblicato dapprima dal Consorzio Culturale del Monfalconese e ripreso da Fazi Editore nel 2008) ha trovato l’espressione più alta.
Autore di molti romanzi (Il Rogo del porto è stato riedito nel 2008), tradotti in svariate lingue, Pahor è stato insignito per la sua opera dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali.
A LetterAltura:
27 giugno ore 12.15 Il Chiostro dell’Hotel Il Chiostro [3Auditorium]
Una vita al confine: tra lotta, denuncia e resistenza
Boris Pahor dialoga con Mila Orlic
La forza lacerante del fascismo e il suo tentativo di privare un popolo della propria identità. Attraverso i ricordi, lo scrittore Boris Pahor, cui da bambino, a Trieste, fra altri soprusi e persecuzioni, fu vietato all’improvviso di parlare sloveno, in dialogo con la storica Mila Orlic, disegna un quadro lucido e duro del suo passato e di quello dell’Italia. Un uomo che non ha mai smesso di lottare, con la convinzione che, celandosi dietro la bandiera nazionale, tutti
i regimi totalitari assumono solo il colore dell’odio e della violenza.
Dalla rassegna stampa: Corriere della Sera 22.06.2010




