Alla scoperta degli ospiti…Benedetta Tobagi
giu 18
Nata a Milano nel 1977 e laureata in filosofia, Benedetta Tobagi ha lavorato nella produzione audiovisiva, collabora con giornali
e case editrici e si dedica a studi storici.
Sviluppa iniziative culturali e progetti didattici insieme a centri di documentazione e associazioni per la memoria del terrorismo.
Per Einaudi ha pubblicato Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre (2009).
Di quel padre così noto, assassinato nel 1980 dai terroristi della «Brigata XXVIII marzo», a Benedetta Tobagi sono rimasti pochi ricordi. Ma di Walter Tobagi, giornalista di spicco del Corriere della Sera, alla figlia sono rimasti i pensieri – racchiusi in articoli, diari, pagine di appunti, libri – e il motto, tratto dall’Etica di Spinoza, che aveva guidato il suo lavoro di giornalista: humanas actiones non ridere, non lugere, necque detestari, sed intelligere – non bisogna deridere le azioni umane, né piangerle, nè disprezzarle, ma comprenderle. Con questo spirito Benedetta Tobagi, che aveva appena tre anni quando vide il padre colpito a morte sotto casa, ne ha ricostruito la vita, pubblica e privata. A guidarla un’esigenza personale – «Non potevo tollerare di avere solo quell’immagine di mio padre, ucciso quella mattina», ha dichiarato Benedetta – ma anche la consapevolezza che la perdita non ha toccato solo la sua famiglia «ma tutta la società perché il terrorismo l’ha privata di risorse che avrebbero potuto renderla diversa».
Dai primi anni in un paesino vicino a Spoleto agli studi classici al liceo Parini di Milano, fino agli esordi come giornalista e alla piena affermazione professionale nella redazione del Corriere della Sera, Benedetta Tobagi ha ripercorso la vita e la carriera del padre. Con la partecipazione e l’affetto della figlia, ma senza mai rinunciare all’obiettività dello storico che si documenta con scrupolo, consultando documenti pubblici e privati e interrogando chi allora c’era. Ne nasce un ritratto del giornalista ma anche dell’uomo e del padre che fu Walter Tobagi, e di un periodo della storia italiana di cui è ancora difficile parlare. Un ritratto che restituisce di quel padre una immagine più vicina alla verità, senza strumentalizzazioni di parte. «Sono allergica alla retorica vuota del martire e dell’eroe, che troppo spesso si applica alle vittime del terrorismo. Papà ha avuto paura, ha faticato, ha assunto posizioni impopolari e molto discusse, ha continuato a scrivere le cose che gli sembravano giuste, ha cercato di riempire ogni giorno di senso il suo ideale di democrazia: questo, non il “martirio”, fa di lui un punto di riferimento».
Benedetta Tobagi ha una fanpage su facebook, interessante per essere aggiornati su eventi legati al libro e per poter interagire con l’autrice.
A LetterAltura: sabato 26 giugno alle 17.45 al Chiostro dell’Hotel Il Chiostro [3Casa Ceretti]
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